Noi subacquei siamo persone molto sensibili quando si parla di gas respiratorio — a volte persino un po’ ossessive. Già durante i corsi base si impara che l’aria compressa o qualsiasi altro gas contenuto nelle bombole non deve presentare impurità.
Un subacqueo esperto mi disse una volta che certe contaminazioni si possono persino sentire dall’odore. Effettivamente lasciava uscire un po’ di gas dalla bombola per annusarlo. Curiosamente, mentre lo faceva teneva una sigaretta tra le dita. Cosa riuscisse davvero a percepire… è difficile dirlo.
Fumo e immersioni sono una combinazione solo parzialmente compatibile. In Svizzera circa un quarto della popolazione sopra i 15 anni fuma occasionalmente o quotidianamente. Se i subacquei rappresentano uno spaccato della popolazione, possiamo presumere che anche tra loro circa uno su quattro fumi.
Una pianta affascinante e il suo cocktail chimico
Il tabacco è una pianta estremamente complessa. Sono note centinaia di sostanze contenute nelle foglie. Quando vengono bruciate — come avviene in una sigaretta accesa — si formano migliaia di composti chimici.
Molte di queste sostanze raggiungono le parti più profonde dei polmoni. Oltre alla nicotina, numerosi elementi sono riconosciuti come nocivi: ammoniaca, metalli pesanti e persino polonio radioattivo.
Alcune sostanze provocano reazioni chimiche nei tessuti, altre si depositano come catrame nei bronchi ostruendoli.
Gli effetti del fumo sul corpo
Il fumo è responsabile di molte malattie: patologie cardiovascolari, infarto, ictus, disturbi circolatori, BPCO e tumori. I fumatori presentano un rischio molto più elevato di sviluppare malattie polmonari croniche o cancro.
Fumare non impedisce automaticamente di immergersi, ma aumenta diversi rischi importanti.
Cosa dice DAN
Gli esperti medici del DAN (Divers Alert Network) sottolineano che il tabacco compromette la respirazione sia nel breve sia nel lungo periodo. Il monossido di carbonio riduce l’ossigenazione del sangue e le ciglia bronchiali, fondamentali per pulire le vie respiratorie, vengono paralizzate.
Il muco può così bloccare le piccole vie aeree causando sovradistensione degli alveoli polmonari e aumentando il rischio di embolia gassosa arteriosa.
Nel lungo periodo il fumo riduce l’elasticità polmonare e può portare alla BPCO, una controindicazione assoluta alla subacquea.
I polmoni sott’acqua
Il fumo restringe i bronchi. Inoltre, l’aria fredda e secca respirata dalle bombole rappresenta già di per sé uno stress per le vie respiratorie. Se si aggiungono acqua fredda e sforzo fisico, i polmoni possono reagire in modo simile all’asma.
Alcuni studi indicano che il fumo non aumenti direttamente il rischio di malattia da decompressione, ma che i sintomi possano risultare più gravi nei fumatori.
Sigarette elettroniche — un’alternativa?
Gli effetti delle sigarette elettroniche non sono ancora sufficientemente studiati. Il cocktail chimico sembra meno complesso rispetto alle sigarette tradizionali, ma mancano ancora dati scientifici affidabili sul lungo periodo.
Ciò che sappiamo è che i danni del fumo dipendono dalla quantità: meno si fuma, meglio è.
E la shisha?
La shisha è diventata una moda soprattutto tra i giovani. Molti credono che l’acqua filtri le sostanze nocive. In realtà gli studi mostrano alterazioni polmonari evidenti anche nei fumatori di narghilè: tosse, maggiore produzione di muco e danni precoci ai polmoni.
I centri iperbarici registrano inoltre regolarmente casi di intossicazione da monossido di carbonio legati alle shisha bar.
Parlare invece di giudicare
L’obiettivo non è colpevolizzare i fumatori. Smettere di fumare è difficile. È però importante affrontare regolarmente l’argomento senza moralismi.
Piccoli richiami e conversazioni possono essere più efficaci delle critiche dirette. Molti fumatori sono consapevoli dei rischi e vorrebbero smettere. Almeno durante la prossima visita medica subacquea dovrebbero parlarne con il proprio medico.

