Il neoprene è una gomma sintetica a base di cloroprene, la cui produzione industriale è stata sviluppata nei primi anni ’30. Questo materiale è resistente e garantisce un buon isolamento termico. Roiser utilizzò la sua prima muta per lo sci nautico. Proprio questa caratteristica lo portò a un’idea: grazie a queste nuove mute, la stagione degli sport acquatici nei laghi freddi poteva essere prolungata.
Questa intuizione, nata dalla passione per lo sport, si rivelò anche un’ottima opportunità imprenditoriale. In Europa, dopo la Seconda guerra mondiale, l’aumento del benessere permise a sempre più persone di investire nel tempo libero e nei viaggi. Lo spirito di avventura si diffuse rapidamente – a vantaggio anche degli sport acquatici.
Nel 1969 Roiser fondò Camaro insieme alla moglie e ad alcuni amici. Il primo catalogo comprendeva cinque modelli per sci nautico e immersioni. La domanda per queste «mute in gomma» austriache crebbe rapidamente, anche grazie a una precoce espansione internazionale in Europa occidentale e negli Stati Uniti.
Negli anni ’80, gli sport di tendenza portarono il mercato delle mute a nuovi livelli. «Everybody’s gone surfin’», cantavano i Beach Boys – e questa tendenza arrivò finalmente anche in Europa. Dove c’era una tavola da surf su un furgone VW, la muta in neoprene non mancava mai.
Nel 1990 Camaro lanciò la muta semi-stagna «Classic», che divenne un grande successo commerciale. L’eco positiva rifletteva la crescente popolarità delle immersioni a livello globale. Da attività di nicchia, questo sport si è progressivamente diffuso nella società, seguendo le tendenze globali del tempo libero.
Nel 2002 Camaro inaugurò una nuova era tecnica combinando trilaminato e neoprene nelle mute stagne. Queste offrivano calore, comfort e grande libertà di movimento. L’innovazione continua ha portato allo sviluppo di modelli sempre più avanzati.
Oggi materiali high-tech garantiscono immersioni sicure e confortevoli. Nel 1459, invece, serviva ancora molto coraggio per indossare una muta in pelle con tubo respiratore. Eppure, già allora, l’immersione affascinava l’immaginazione delle persone.
Testo: Roger Sidler