La maggior parte di noi conosce situazioni o eventi inebrianti. Alcol o altre sostanze hanno prodotto i loro effetti in modo più o meno volontario. Lo stato di ebbrezza si manifesta nel cervello e, a seconda dell’intensità e del contesto, può risultare divertente oppure problematico per la persona coinvolta o per chi la circonda. Molti hanno probabilmente sperimentato anche l’ebbrezza dell’innamoramento, quando tutto sembra perfetto e pieno di emozioni.
Per noi subacquee e subacquei, però, il tema più importante è la narcosi da profondità.
All’interno del mio team di immersione
Recentemente ho assistito nuovamente a un episodio di narcosi da profondità all’interno del mio team. Nonostante un briefing accurato, uno dei subacquei che respirava aria compressa ha iniziato improvvisamente a comportarsi in modo scoordinato a circa 30 metri di profondità e non seguiva più il piano d’immersione. Il suo compagno si è accorto della situazione con un certo ritardo. Una volta compreso il problema, ha potuto avviare la risalita senza difficoltà e dopo pochi metri tutto è tornato normale.
L’unico a rimanere turbato è stato il subacqueo coinvolto, soprattutto perché ricordava ben poco dell’accaduto. Ha continuato a scusarsi dicendo che non gli era mai successo prima.
Cosa accade nel cervello
Dal punto di vista medico, uno stato di ebbrezza comporta un’alterazione della coscienza, delle capacità cognitive, della percezione sensoriale, della reattività, del comportamento e delle capacità motorie.
Durante l’immersione, la narcosi si verifica quando l’azoto contenuto nel gas respirato si accumula nelle membrane delle cellule nervose, alterandone la struttura e il funzionamento. I pori di trasporto di queste membrane microscopiche vengono compromessi, producendo un effetto paragonabile a un’anestesia. Si tratta di un fenomeno fisico che scompare rapidamente non appena la pressione parziale dell’azoto diminuisce grazie a una risalita di pochi metri.
A differenza di un’anestesia controllata, l’intensità della narcosi da profondità è difficile da prevedere. Inoltre, essa si manifesta in acqua o sott’acqua, dove la riduzione delle capacità cerebrali rappresenta un rischio immediato.
